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CORONAVIRUS, LE PERSONE MUOIONO IN CASA: I MOTIVI (E LE RESPONSABILITÀ) DI UN FALLIMENTO
Fonte: today.it - 27/03/2020
Violetto Gorrasi
Emergenza sottovalutata, pochi tamponi effettuati, responsabilità politiche e deficit sulla sanità di territorio: cosa sta succedendo in Lombardia, epicentro dell'epidemia coronavirus
"I pazienti ci chiamano dicendo di star male, sono chiusi in casa, con sintomi da coronavirus. Facciamo quel che possiamo, è durissima. Avvisiamo il 112 ma spesso ci viene detto che non può essere garantita l'assistenza con l'unità mobile. Così le persone, non riuscendo ad arrivare in ospedale, muoiono sole in casa". La denuncia di alcuni medici di base delle province lombarde fotografa la situazione che si sta vivendo nella Regione epicentro dell'epidemia coronavirus in Italia.
Cosa sta succedendo in Lombardia? Perché tante vittime? E perché si muore in casa, soli? I mezzi militari che a Bergamo portano via le bare sono l'immagine del dolore di una città che non riesce nemmeno a seppellire i propri morti. Ma sono anche l'ultima fotografia, straziante, di un dramma su cui occorre interrogarsi, e con urgenza, anche per cercare di limitarne le conseguenze disastrose da qui in avanti.

Ma una misura giusta, forse, c'era è c'è. Il professor Andrea Crisanti, direttore dell'Unità complessa diagnostica di Microbiologia a Padova e docente di Virologia all'Imperial College di Londra, parla di "fallimento" e di "emergenza sottovalutata". In un'intervista al Corriere della Sera dice: "Non riesco a spiegarmi come sia stato possibile sottovalutare le dimensioni dell'emergenza, quando erano sotto gli occhi di tutti: in Lombardia i malati saranno almeno 250mila, 150mila sintomatici e 100mila asintomatici, in Italia ne calcolo 450mila... altro che 60mila. L'unico dato certo riguarda i decessi. E' da lì che bisogna partire per sapere quanti sono realmente i contagiati. I numeri corretti sono purtroppo molto più alti di quelli che vengono diffusi e riguardano semplicemente i casi emersi e quindi hanno poco senso".
Si dice che il ceppo di nuovo coronavirus che si è diffuso in Lombardia sia più aggressivo di quello in Veneto e in Cina. "Ma vogliamo scherzare? - dice Crisanti al Corsera -. Non ci sono evidenze che il virus della Lombardia sia diverso da quello veneto. E dunque si deve ragionare su quelle percentuali".

"Vedo persone che muoiono a grappoli. Questo è un fallimento"
Crisanti rivolge parole dure alla classe dirigente del Paese e in particolare a chi governa la Lombardia: "C'è molta gente che accusa sintomi non gravi e potrebbe essere positiva. In Lombardia avrebbero dovuto iniziare 20 giorni fa a cercare gli asintomatici sommersi testando le categorie più esposte, per cerchi concentrici. E invece - accusa il virologo - non c'è stata alcuna sorveglianza epidemiologica. Vedo persone che muoiono a grappoli. Questo è un fallimento della classe dirigente del Paese. Troppi morti".
Gli esempi da seguire - attacca ancora il docente - c'erano: "Bastava mettere tutte le risorse possibili sui focolai iniziali, come hanno fatto in Giappone, Corea e Taiwan. E invece da noi fino a pochi giorni fa c'erano industrie attive con migliaia di dipendenti, penso soprattutto a Bergamo, per produrre beni peraltro non necessari. Abbiamo voluto difendere il Paese dei balocchi e l’economia anche di fronte alla morte".
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